Moka, come farla per ottenere il massimo dal tuo caffè, e tu come la fai?

Pubblicato da Michael Di Giampaolo il

Ciao a tutti e benvenuti in questo post!

Attraverso questo breve racconto vogliamo portarvi alla luce di come i professionisti, amanti del caffè, e appassionati approcciano l'estrazione moka. E' Già, perché per molti "coffee lovers" la moka non è soltanto tradizione ma piuttosto innovazione e tanta ricerca su come migliorare tutte le note aromatiche della nostra tazza d'eccellenza

Come mai vogliamo parlarvi della Moka? 

Beh la risposta è presto svelata. Ci sono aspetti delle competizioni moka che possono suggerirci come migliorarla (di molto) anche a casa nostra, con il caffè che possiamo trovare abitualmente al supermercato e senza comprare nulla in più di quello che abbiamo già.

Certo il prodotto è fondamentale ma sicuramente l'adottare di certe pratiche potranno comunque migliorare il migliorabile. Se poi vogliamo provare a scegliere un caffè più qualitativo, vi assicuro che la moka diventerebbe una vera esperienza di gusto e si trasformerà ben presto in una grande passione. 

L'aspetto più importante del vostro nuovo modo di fare la moka è il fatto di ridurre al massimo il tempo in cui il caffè, in ogni suo stato, viene esposto al calore. Sì, perché il calore eccessivo è il principale indiziato per l'amaro, l'aspetto sensoriale peggiore che un caffè può avere. In secondo luogo, vi accorgerete con sommo stupore di come, "fare la caffettiera" sia diventato veloce. Potremmo infatti "promettervi" di fare la moka in soli 90 secondi circa

Ma prima dobbiamo introdurre la Brew Ratio

La Brew Ratio (o rapporto di infusione) è il rapporto tra acqua nella caldaia della caffettiera e caffè macinato posto nel filtro della stessa.

E' molto importante introdurre questo parametro tecnico, per rendere ripetibile un'estrazione che, dopo decine o magari centinaia di prove e assaggi, risulta "ideale" per questo determinato lotto di caffè che, inevitabilmente, differirà da un'altro.

Un buon rapporto Brew-ratio da cui partire potrebbe essere 1:10

Cioè ad esempio (per una moka da 3 tazze): 160g di acqua e 16g di caffè macinato.

Ogni lotto di caffè ha caratteristiche pressoché uniche. 

Già, ogni caffè è unico, per mille motivi, a partire dal fatto che parliamo di un prodotto naturale che, da raccolto a raccolto, muta la sue caratteristiche organolettiche. Un'altra motivazione è che, per quanto si voglia ripetere un determinato profilo di tostatura, esso, applicato ad un lotto di caffè piuttosto che un altro cambia enormemente il risultato. E ancora a seguire potremmo parlare del grado di tostatura piuttosto che della tipologia di raccolta adoperata o ancora la tecnica di decorticazione applicata.

 

Ma tornando alla moka...

Quali sono i passaggi da fare per una Moka Doc?

1. La prima cosa da fare non è riempire la caldaia d'acqua! ma bensì preparare la giusta quantità di caffè macinato nel filtro, che dev'essere sempre pulito e asciutto. Distribuirlo nel filtro livellandolo semplicemente con piccole vibrazioni del filtro ma senza pressarlo mai. Per un estrazione omogenea ed equilibrata dobbiamo evitare il formarsi di aree più o meno pressate.

2. Scaldare l'acqua che poi verseremo, dosandola secondo il nostro brew-ratio nella caldaia, meglio se con l'ausilio di un bollitore digitale che ci permette di controllare la temperatura dell'acqua. Altro importante parametro da tenere appuntato per ripetere il risultato successivamente.

3. Posizionare la caldaia in una bilancia, considerando la tara per poi calcolare la quantità di acqua (già calda) adeguata alla nostra infusione determinata inizialmente dal rapporto brew-ratio.

4. Inserire il filtro e serrare la moka.

5. Posizionare subito la caffettiera sulla piastra ad induzione o sul fuoco evitando che la fiamma fuoriesca dalla base della caffettiera.

6. Monitorare l'estrazione che durerà all'incirca 90 secondi.

7. Appena raggiunto il "gorgoglio" togliere la moka dal fuoco/piastra.

8. Mescola l'estrazione e versala in una piccola caraffa per servirla (e soprattutto per toglierla dalla caffettiera ancora calda)

Attenzione, assaggia il caffè facendo caso al suo mutare nel tempo. Ti accorgerai che man mano che raffredda il caffè ossigena e esalta la sua acidità, nota positiva che determina la presenza di arabica.

Per appuntare l'ultimo, ma non meno importante parametro di estrazione, ripesa la caldaia e valuta quanto residuo di acqua è rimasta nella caldaia dopo l'estrazione.

E ora non rimane che provare e riprovare per ottenere il miglior risultato possibile.

Lascia un commento per raccontarci i tuoi parametri di estrazione!

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